Our White Water Kayak Style
Isarco a tutto volume
di JC
5 Settembre 2009 - Isarco ... a tutto volume

Tutto nasce per caso (come al solito).

Giovedì: sento Daniela che, pur sembrando più confusa di me sulle possibili destinazioni del we, riesce in poche ore a creare una rete di contatti fluviali che a Facebook gli fà una pippa!!!
Dopo aver bocciato Sesia, Soca, Inn e vari fossi si decide per una partenza venerdì sera con destinazione Rienza (Norbert dice “l’acqua non manca!”) e con possibile pernottamento in zona Trento-Bolzano o su di lì. Alla “gita” parteciperà un po’ di tutto: trentini, altoatesini, io, Daniela e forse i vicentini (Laura, Daniele, ...) con cui sono in contatto quasi continuo.

Venerdì: quasi decisi a partire nel tardo pomeriggio, Daniela prende contatto con Roberta che ci ospiterà a casa sua vicino a Trento per la notte … poverina, non ha idea di cosa si stia tirando in casa!!!
Dato che la Roby non sarebbe stata in casa prima dell’una del mattino, si decide di far slittare alle 21.30 la partenza (Dani dice che per arrivare da casa sua a Trento ci vogliono 3 ore) … esco da Milano alle 20.30, convinto di essere a Cremona al massimo per le 21.30: cucco subito l’intera tangenziale est bloccata ed un incidente dopo il casello; non contento decido di rincarare la dose con la burbata serale ed eseguo una “variazione di percorso “al buio”. Ovviamente mi perdo al volo e comincio a vagare per le campagne e le rotonde intorno a Maleo arrivando a Cremona alle 22 passate … NO Problem! ;-)

… arrivati a Brescia lo svincolo per l’A4 è chiuso e su tutte le montagne si presenta un fronte nuvoloso agghiacciante. Se si aggiunge che appena prima di uscire di casa il telegiornale citava “Straripamenti, frane, strade bloccate, ecc. in Alto Adige Friuli” non si poteva dire che la meta prescelta fosse proprio azzeccata … qualche tentennamento sulla destinazione viene però subito sedato pensando che al limite il luogo pullula di birrerie ed enoteche!!!” … PERFETTO! ;-o) L’A22 come al solito è costellata di lavori e le deviazioni di corsia sembrano la pista di atterraggio di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”: una serie infinita di lucette blu fluorescenti ci teletrasporta a destinazione in brevissimo tempo (credevo di essere Automan!!!).

Sabato (ore 24.02):
Arriviamo a Trento in forte anticipo e decidiamo per una seconda cena (abbiamo un ora di attesa affinché la Roby esca dal castello dove si trova e ci venga a prelevare, ma soprattutto io ho in auto Daniela che richiede cibo da quando siamo partiti): un risotto al Teroldego, accompagnato da un ottimo calice dell’omonimo vino, e un altro risottino con speck rosmarino ci rinfrancano (strano, ma vero Daniela non lo accompagna con la classica lemonsoda, forse per pietà del cameriere ;-D).

All’arrivo di Roberta siamo in alto mare, ma da lì a breve ci schioderemo per accamparci in casa sua dove, a sua insaputa, sta iniziando la fase di sequestro dell’ospite!

È mattina: carichiamo tutto (sulla mia auto così l’ospite sarà definitivamente in nostro possesso) e ci dirigiamo in Val Pusteria per l’appuntamento sul Rienza. Le notizie diffuse da chi è già in zona (ovvero sull’Aurino) e la nostra visione d’insieme durante l’ascesa (Adige, Isarco, …) ci dicono che o siamo entrati nella “Fabbrica del cioccolato” oppure ci stiamo cacciando nei guai, il che comporterebbe il decesso in fiume o un’enoteca/birreria dove i nostri conti saranno in breve azzerati di pari passo con le nostre facoltà mentali).

Dall’Aurino ci arriva notizia che il tratto di gara è stata spostato a valle … indovinate il perché ;-D. Arrivati all’imbarco del Rienza la cioccolata tracima dalla diga (e dire “tracima” è un eufemismo) creando spettacolari giochi d’acqua e di luce, mentre l’idrometro sopra la diga segna 140 … in genere si fa fra 5 e 15!!! Molliamo il colpo.

Io armato di atlante, spingo per qualche fosso (che ne so: il classico affluente di un affluente di un affluente …), ma i locals ci portano a vedere l’Isarco che pare avere un livello più che accettabile (voci mi riferiscono 150 onesti m3).

È fatta: se Isarco deve essere Isarco sia!

Durante il percorso scopro con sorpresa che, nonostante l’assenza di cartelli, sull’Isarco ci deve essere il “divieto di sosta, anche temporanea”: ci spariamo infatti una cavalcata di 15 km da campo di Trens a Fortezza senza quasi fermarci. Si eseguono due sole micro-soste prima delle due briglie ed una prima del tratto “più spesso”!!!

Allo sbarco un km scarso di strada ci divide dalla classica fabbrica artigianale di birra dove ci scappa il tipico “spuntino” tirolese (gröstl, wurstel, knodel, schlutzkrapfen, ….) e ottima birra (manco a dirlo) ci fanno chiudere la giornata in bellezza e ripartire.

Opsss, ripartire, … ho detto la parola sbagliata: io e Daniela decidiamo che prima di rientrare a Milano dobbiamo assolutamente passare sull’Aurino per vederne lo stato e per salutare i vicentini: Roberta viene di conseguenza e suo malgrado sequestrata e dovrà attendere ancora un po’ prima di rientrare a Trento!!!
La libereremo solo dopo qualche ora quando, vedendola ormai barcollante, decideremo di ripartire con destinazione Milano (ovviamente via Cremona).

E anche questa è fatta … Bona lì!

Giorgio (JC)


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